Un pò di smarrimento alla 54° Biennale di Venezia.

Nonostante mi tenga aggiornata sull’arte visiva, legga libri e segua mostre, quando visito la Biennale d’Arte di Venezia mi sembra di essere Alberto Sordi nel film “Dove vai in vacanza?”(1978).

In un episodio del divertente film, il grande attore romano con la moglie si trova a Venezia e insieme fanno visita alla celebre mostra. In loro nasce incredulità per le opere esposte di Land Art e Arte Povera (sassi in terra, pecore vive ecc.). Siamo negli anni settanta ma tutt’oggi non è cambiato poi molto.

Lo possiamo vedere anche a quest’ultima 54° Biennale d’Arte di Venezia con l’esposizione di denti estratti, oggetti di uso quotidiano, cellulari inutilizzabili, tubazioni d’acqua… E’ vero molte opere sono un richiamo alla situazione di povertà o incomunicabilità del paese che rappresentano però un po’ di smarrimento lo provo lo stesso, forse perché mi aspetto ancora il bel “quadro” o la “scultura”.

A pensarci bene però questo senso di smarrimento ha una ragione, è il risultato della situazione sociale precaria che stiamo vivendo. Allora ancora una volta l’Arte è nella Verità.

Slightly “dismayed” at the 54th Biennale Art Exhibition in Venice. Though I keep myself up-to-date in the visual arts, read books and go to exhibitions, when I visit the Art Biennale in Venice I feel like Alberto Sordi in the film “Dove vai in vacanza?”. In this very funny movie, the great Roman actor and his wife are on vacation in Venice and visit the famous Exhibition. They look in disbelief at the works on display, the Land Art and Arte Povera (rocks on the floor, live sheep, etc.). This was the Seventies, but not much has changed since. You can see it at the 54th Biennale di Venezia, which exhibits extracted teeth, everyday objects, unusable cell phones, water pipes… It is true that many works allude to situations of poverty or the impossibility to communicate in the countries they represent, but I still feel some dismay, perhaps because I was still hoping to see a beautiful “painting” or “sculpture”. On second thought perhaps my dismay has a reason, it’s caused by the unstable social situation we are living in. So once again Art resides in Truth.