Una (presunta) assassina ma brava acquarellista.

Durante le vacanze natalizie con tutta la famiglia ho potuto visitare l’unica mostra presente in città (Treviso) “Manciù, l’ultimo Imperatore”. Siamo arrivati a Cà dei Carraresi e abbiamo fatto il biglietto (12 euro, forse un pò caro?).

Le sale ospitavano con calibrata leggerezza i manufatti dell’ultima dinastia che governò sul Celeste Impero, quella dei Manciù appunto.

Suppellettili di giada, manufatti di tessuto prezioso, armi e uniformi ricamate, tutto molto bello e realizzato con sapiente abilità tecnica ma un pò di torpore si stava impadronendo di me.

Finchè non arrivo a una delle ultime sale. A una parete noto degli acquerelli molto delicati, veri, direi anzi vivi di fiori appena colti, attribuiti a una certa imperatrice Cixi.

Alla parete leggo la scheda biografica.

Scopro che fu una donna arrivista e manipolatrice e che le furono attribuiti diversi assassini escogitati per mantenere il potere, prima quella del marito (beh può anche passare…) poi quella del figlio (eh no!) probabilmente anche di un nipote con relativa concubina incinta (no!!!).

Mi chiedo allora: può una (presunta) assassina dipingere così bene?

L’animo umano macchiato di sangue può elevarsi a tale sensibilità?

Suppongo di si, un vero artista non deve necessariamente essere moralmente virtuoso.

P.S. Consiglio di noleggiare l’audioguida… la voce suadente del curatore si sposa bene con le opere.



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