Padiglione Italia @La Biennale di Venezia

La sede dei giardini della Biennale, non esagero, per me è il luogo più importante sulla Terra!
Racchiude tutto il mondo con i padiglioni dei diversi paesi -va beh, non proprio tutti, molti sono dislocati in altre sedi veneziane, però il concetto è quello di rappresentarli. È come un concentrato.

E non ci sono guerre, solo si combatte con la bellezza o la verità o il nonsense e spesso anche con la bruttezza, ma sempre con arte. Sono legata in particolare al Padiglione Italia perché ho seguito diversi allestimenti di Gino de Dominicis. Poi, non so perché, forse è l’odore che emana, tutto particolare, misto di colori e tecniche diverse che gli artisti hanno lasciato negli anni.
Poiché adoro visitare la Biennale nel mese di settembre e ancora non ho scritto nulla, “ribloggo” con piacere un post di amiche blogger.
Buone vacanze.

Culture For

Tra tutti i padiglioni (probabilmente siamo un po’ di parte), quello dell’Italia ci è parso uno dei più belli.

Biennale d'Arte, Padiglione Italia @Venezia_www.culturefor.com

La scelta di esporre due artisti per “ambiente” è molto interessante: sembrava quasi che si fossero messi d’accordo visto come dialogavano tra loro le opere. Ogni stanza era descritta da un binomio che andava ad indicare l’ambito di lavoro dei due artisti esposti. L’intero progetto prende il nome di “Vice Versa“: un confronto tra uguali e contrari, per riuscire a cogliere le differenze e i tratti comuni del nostro Paese.

Biennale d'Arte, Padiglione Italia @Venezia_www.culturefor.com

In questo rapporto dialettico […] la cultura italiana trova oggi la sua intima ragion d’essere e produce un’arte dove il paesaggio diviene palcoscenico, la storia performance, l’opera teatro, l’immaginario popolare storia personale.” cit. Bartolomeo Pietromarchi

La sala più bella è la prima, col binomio veduta/luogo e le opere “Viaggio in Italia” di Luigi Ghirri e “per l’eternità”…

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Damien Hirst per i giovani artisti

Sono sempre desiderosa di leggere scritti di artisti contemporanei ma non se ne trovano molti… o gli artisti sono avari nel condividere i segreti del mestiere o troppo occupati.

Eccomi di nuovo a parlare allora di un artista -dopo i “coriandoli” fatti con i bambini nel post che trovate qui tanto amato quanto odiato, Damien Hirst.

A questo proposito ho da poco terminato di leggere il suo Manuale per giovani artisti.

Non è una novità, poiché è già uscita nel 2006 ma l’edizione di postmediabooks è molto curata e con molte immagini e vale proprio l’acquisto.

Damien

Con tredici interviste registrate a Gordon Burn, Damien Hirst racconta del suo successo improvviso di artista, della prima mostra che lo ha reso celebre mentre frequentava ancora il Goldsmiths College di Londra fino alle ultime importanti mostre con i galleristi Saatchi e Gagosian.

La scrittura è schietta, forse troppo e sinceramente ho fatto un po’ fatica a abituarmi al linguaggio e ai concetti.

Non è stata una “bella lettura” ma probabilmente l’obiettivo era proprio questo, di non farne un romanzo ma una chiacchierata, nuda e cruda su come nasce un’opera, sul rapporto con i galleristi, con la famiglia, con la vita.

Spero che altri artisti si cimentino a scrivere o a dettare una sorta di manuale che possa raggiungere i giovani artisti -e anche i meno giovani, come me :-)


Continuano gli sbarchi…

 

ok1

L’estate è ormai terminata ma con il bel tempo dei mesi scorsi, non si sono fermati gli sbarchi di migranti e di richiedenti asilo in rotta verso la terraferma italiana (Sicilia e Calabria).

La crisi economica che attraversa l’Italia mette in secondo piano queste notizie, ma non bisogna dimenticarle.

Questi profughi sono pronti ad attraversare il mar Mediterraneo in gommoni, barche o traghetti fatiscenti da Tunisia e Libia pur di sfuggire alla guerra, alla fame, alla mancanza di un futuro nei loro paesi.

Questo fenomeno esploso nel 1998 conta poco meno di ventimila vittime e il “Mare Nostrum” si è trasformato in un cimitero.

Durante i soccorsi tante vite vengono salvate però anche moltissimi migranti che hanno il volto di giovani, donne, bambini muoiono annegati o di stenti (l’ultimo naufragio risale al 7 settembre 2012 al largo di Lampedusa con 79 dispersi e un cadavere rinvenuto). Dei dispersi non si ritrova il corpo e il mare ogni tanto rigetta sulle nostre coste qualche salma resa irriconoscibile dai pesci e dal sale.

Poiché sono stati attuati dei respingimenti, Amnesty International ricorda che il mancato soccorso vìola il Diritto Internazionale e se ne volete sapere di più Gabriele del Grande sa come tenerci costantemente aggiornati con il suo blog fortresseurope.blogspot.it.

Penso che ogni essere umano abbia diritto alla speranza di poter vivere con serenità, invecchiare e anche morire, ma in modo dignitoso.

Per tutte queste vite mancate, per i loro familiari e per i sopravvissuti, l’arte, la mia arte, non può risolvere certo la situazione.

Però creare un omaggio simbolico, questo forse è possibile.

Ho progettato una piccola scatola in vetro – 10 cm di lunghezza-  realizzata da Marika e Stefano, miei compagni di scuola del Liceo che nel loro studio Etra lavorano vetri artistici. Ci tenevo che fossero proprio loro a farle, per l’amicizia che ci unisce e per il tipo di lavoro che è molto delicato.

Mi hanno tagliato i rettangoli di un vetro molto chiaro e limpido poi con una colla speciale per vetro trasparente li ho incollati io stessa. Il coperchio è rivestito di micromosaico in cristallo trasparente tagliato in piccole tessere e incollato sempre da me.

All’interno l’elemento più importante… acqua di mare.


L’arte è un incidente di percorso

Malika Ayane

La radio– che ADORO ascoltare anche mentre lavoro- ci sta regalando un bellissimo e nuovo programma su radio due.

Si tratta di SOLD OUT– incidenti di percorso- in cui la cantante/artista Malika Ayane ne è la conduttrice radiofonica.

Il programma, che consiglio caldamente agli artisti alla “Vang Gogh”, andrà in onda dal lunedì al venerdì (fino al 28 giugno) per un’ora e mezza dalle ore 11.00 alle 12.30.

Le impressioni personali e gli ospiti in studio sono intervallati da musica ricercata. Finalmente!

È interessante ascoltare come GLI INCIDENTI DI PERCORSO siano stati essenziali nella vita degli artisti e Malika li racconta con la sua bellissima voce, che anche se parla, sembra che canti.

Buon ascolto :))


Lettera di una maestra

Mesi fa ho ricevuto per mail la lettera di una maestra della scuola Azzolini di Mirano che rappresenta molto bene la situazione che stanno attraversando le scuole in questo momento.

Vi invito a leggerla:

Buongiorno Paola sono una maestra della scuola primaria “Azzolini” di Mirano (Venezia). Lavoro in una scuola a tempo pieno e assieme alle mie colleghe cerco di far fare ai nostri alunni esperienze pregnanti che li aiutino a crescere. Fare scuola al tempo della crisi non è semplice, ma investendo molte energie, cerchiamo di renderla migliore di quella che potrebbe essere.

Nella nostra scuola, da molti anni, viene utilizzata la biblioteca alternativa al libro di testo. Ora però, sommessamente, questa esperienza vive la stessa crisi che molti insegnanti da più parti denunciano: disamore, stanchezza, svalorizzazione del ruolo formativo nell’utilizzo di libri piuttosto che riduzioni in brevi racconti.

Per la fine di maggio, noi insegnanti delle classi del primo ciclo, prime e seconde , intendiamo allestire una mostra che illustri il percorso didattico relativo alla lettura di un intero anno e abbiamo pensato che sarebbe emozionante per i nostri alunni conoscere uno scrittore, ascoltarlo nei suoi racconti.

L’istituzione scolastica però non ha soldi e anche se noi insegnanti cerchiamo di inventarci di tutto e di più per far crescere nei nostri alunni l’amore per la lettura, abbiamo bisogno di qualcuno che, regalandoci un po’ del proprio tempo, ci aiuti in questo.

Mi chiedo sempre perché ci mettiamo in queste situazioni: la risposta è che, sia io che le mie colleghe, non conosciamo un altro modo per insegnare, altrimenti andremo a fare un altro lavoro.

La ringrazio a nome di tutte.

Alda Pangoni

Poiché dietro questa lettera ho percepito l’amore per la lettura, ho aderito volentieri all’iniziativa gratuitamente (qui il manifesto di presentazione).

Non ho avuto torto.

Le maestre Cristina, MonicaPaolaRaffaellaSilvia e naturalmente Alda, sono state molto calorose e bravissime. Da mesi avevano preparato questo incontro con i bambini. Inizialmente mi hanno accompagnato in un’aula a visitare la mostra coloratissima dell’intero anno con l'”albero” come filo conduttore delle diverse materie scolastiche. La peculiarità del loro sistema didattico è che non utilizzano libri di testo didattici “preconfezionati” ma scelgono per ogni materia un libro diverso.

Poi con i bambini delle classi prime abbiamo letto insieme alcune novelle tratte dal mio ultimo libro che ho scritto e illustrato Novelle Veneziane e con la gondola Tinta protagonista del primo racconto abbiamo svolto un laboratorio di disegno e scrittura e imparato com’è fatta una gondola.

Erano presenti anche il sindaco Maria Rosa Pavanello, l’assessore Renata Cibin e il dirigente scolastico Alessio Morassut.

1 copia

Le classi quarte invece mi hanno preparato una bella sorpresa: un’intervista con tante domande sulla mia vita e sulla mia attività e nei loro quaderni avevano trascritto e studiato perfino la mia biografia…mi hanno fatto sentire davvero importante!

Un’altra classe ha voluto approfondire il racconto del pittore di Burano: ogni bambino ha inventato una propria storia sull’isola e tutte le storie  sono state raccolte in un libretto che mi hanno regalato!

Durante la ricreazione i bambini invece di fare merenda hanno preferito aspettarmi per ricevere una dedica nel libro.

Insomma, una bella soddisfazione.

:-)


Negozi aperti la domenica?

Cosa c’entrano l’apertura dei negozi la domenica e l’arte? Beh, qualcosa hanno in comune.

In un post precedente ho raccontato della visita alla Pieve di San Pietro di Feletto, e sicuramente l’affresco più originale che mi ha interessato è stato quello del Cristo della domenica. In Italia si trovano, risalenti al periodo medievale, dei cristi dipinti di gusto popolare in cui il Cristo è sofferente e trafitto dagli arnesi usati da coloro che non osservavano il giorno di riposo.

Zappe, martelli, aratri e tutto cò che riguardava il lavoro venivano dipinti accanto alla figura del Cristo come monito a chi continuava a lavorare anche il settimo giorno.

Osservate il particolare in alto a sinistra della mano che maneggia dei denari.

Affresco "Cristo della Domenica", Pieve di San Pietro di Feletto

Affresco “Cristo della Domenica”, Pieve di San Pietro di Feletto

Anche in  Italia con la liberalizzazione, molte attività commerciali sono aperte la domenica con il sacrificio di molte famiglie e si è visto che le vendite non sono affatto aumentate (a questo proposito si possono consultare alcuni siti come quello della Confesercenti).

Quindi non solo per un motivo morale ma analizzando gli scarsi risultati, lavorare la domenica dovrebbe essere un’eccezione e non una regola.

Ecco qui una mia versione acquerellata del Cristo domenicale.

Ciao e… buona domenica!

Scansione 2


La casa nel bosco

Dopo l’escursione a San Pietro di Feletto l’associazione Strada Facendo non ha perso tempo ed ha organizzato un’altra interessante escursione di Nordic Walking che aspettavo da tempo…

Dopo sei chilometri di camminata abbiamo fatto visita ad una casa immersa in un bosco a Salgareda, sulle rive del Piave.

La casa nel bosco dove hanno abitato Goffredo Parise e Giosetta Fioroni

La casa apparteneva a Goffredo Parise, giornalista, saggista e scrittore, che vi soggiornò per alcuni anni con la sua amata Giosetta Fioroni, artista romana, preziosa testimone di un’epoca feconda di genialità creativa e unica donna, con Angeli, Festa, Schifano, a far parte della Scuola di Piazza del Popolo.

Goffredo Parise e Giosetta Fioroni

Giosetta e Goffredo

Appena arrivati siamo stati accolti da un gruppo di volontari, gentilissimi, che per l’occasione hanno aperto al nostro gruppo i cancelli della casa e ci hanno dissetato con dell’acqua bella fresca. Non solo. Alcune bibliotecarie hanno letto dei brani tratti dalle sue opere, in particolare dai Sillabari, che Goffredo scrisse in questa residenza negli anni ’70.

La casa, ora privata, appartiene a Enzo LorenzonMoreno Vidotto che hanno deciso di tenerla aperta al pubblico in ricordo del grande scrittore (fossero tutti così!!!).

Opera di Giosetta Fioroni

Un’opera di Giosetta Fioroni ispirata alla casa nel bosco

L’interno, elegante nella sua semplicità, emana una certa intimità e penso che anche se Goffredo sia morto prematuramente ci sono tante persone che mantengono viva l’attenzione e l’amore per lui e i suoi scritti.

camino

Un ringraziamento a Francy Guitar per l’utilizzo delle foto in questo post (stavolta la macchina fotografica l’avevo lasciata a casa!).

E se volete vedere il percorso fatto a piedi cliccate qui.

Ciao, alla prossima!