Una storia di sorelle

Questa è una storia di sorelle.

La nota archeologa Maria Angela Ruta mi telefona un giorno per conoscermi, ha saputo da mia sorella Michela (www.teodolinda.it) che lavoro il mosaico.

Alcuni mesi prima Maria Angela con sua sorella Claudia fecero una visita a Venezia e camminando per calli e campielli videro in un negozio un artista che preparava dei mosaici. In vetrina ne era esposto uno con un albero e piacque molto ad entrambe. Qualche tempo dopo in occasione di un’altra visita a Venezia fecero ritorno in quel negozio per acquistare il mosaico ma il mosaicista non c’era più ed era stato sostituito da un altro venditore.

Che fare? Era rimasto il desiderio di un albero mosaicato e Maria Angela voleva fare una sorpresa a sua sorella e regalarglielo!

Dopo mesi di attesa e di ricerca di un valente mosaicista, ecco che con un giro di telefonate Maria Angela chiede a mia sorella.

Così ho disegnato un albero della vita – con le misure che mi sono state date perché deve entrare in una nicchia- e ho “costruito” l’opera tessera dopo tessera (mosaici Orsoni) e con murrine di Murano.

Ora si trova nella bella casa di Claudia in Puglia regalatogli da Maria Angela ma anche dalle altre sorelle Rosi e Viviana.

Che incrocio di sorelle!

mosaico1

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Mamma, fammi da assistente!

“Mamma, cosa facciamo oggi?”  mi chiede mia figlia, “un quadro!” le rispondo.

A dire il vero dipinge lei e io faccio da umile assistente da quando aveva due anni. Le ho prestato un mio camice che Anna adora indossare perchè si sente importante.

Poi preparo una tela grande, quasi come mia figlia e stendo una mano di bianco, lascio asciugare e fisso con delle puntine la tela ad un pannello di legno.

Preparo i colori e li dispongo su una sedia, l’acqua e tre pennelli di diverse misure. Chiedo a mia figlia con che colori vuole dipingere: acquerelli, matite, gessetti, tempere. Anna preferisce sempre i colori a dita, prima infatti li usa con il pennello, poi immerge direttamente le dita dentro i barattoli  e  sulla tela. Infatti in certi punti del quadro si vedono proprio le impronte delle sue mani!

Quando i colori sono asciutti interviene sopra con le matite o i gessetti e certe volte vuole incollare sopra dei pezzetti di carta (che vuole che prepari io naturalmente che sono la sua assistente).

Si diverte tanto anche perchè le presto molta attenzione e per un bambino avere la mamma vicino penso sia la cosa più bella -almeno, fino all’adolescenza ;-)-.

Ma queste ore passate insieme è una cura anche per me. Vedere una bambina così piccola che colora senza paura uno spazio bianco, senza timore di essere giudicata, senza qualche finalità di fare una mostra o di vendere come noi adulti, ecco, per me è molto liberatorio.

Torno anch’io bambina.

E voi cosa ne pensate? Quale quadro di Anna vi piace di più fra questi?

(Per giocare con i vostri bimbi potete provare con la rapa, con i pois, con la Gioconda, con la Montessori, con una scultura di carta e infine scarabocchiando)


Un pomeriggio speciale con la Gioconda.

Accade spesso che di pomeriggio preparo dei disegni che i miei bambini si divertono a colorare. A seconda del mese le figure possono essere di Carnevale, Natale oppure scopriamo e coloriamo gli animali.

Solitamente preparo i disegni a mano e nell’ultima occasione ho pensato a qualcosa di nuovo… la Gioconda. La figura femminile più enigmatica al mondo e anche la più usata e abusata poichè è stata ritratta in tanti modi diversi.

Ho realizzato una versione per bambini con il suggerimento dei colori. E’ divertente sentire i bambini che dicono “La Gioconda!” come se fosse una di famiglia.

Potete scaricare l’immagine e farla colorare anche ai vostri bimbi.

Questa qui sotto è la Gioconda colorata da mia figlia, non ha seguito naturalmente i colori indicati ma la trovo ancora più bella!


Le mollette della Montessori … a colori!

Con l’arrivo dei miei bambini sono ancora più stimolata all’Arte, ai colori, ai metodi educativi. Non poteva mancare quindi la figura della Montessori e di tutta la sua eredità.

Tra i giochi educativi che proponeva, uno è da realizzare con le mollette (rigorosamente in legno). Si scrivono le lettere dell’alfabeto in una scatola e nelle mollette e il bambino o la bambina con il pollice e l’indice della mano associano le lettere. Questo serve anche per preparare la muscolatura e il movimento della mano per scrivere.

Poichè i miei bimbi sono ancora piccoli per le lettere ho preparato loro una variante con i colori. Ho utilizzato una scatolina porta incenso in legno che avevo in casa e ho acquistato solo le mollette.

Poi con il colore acrilico ho dipinto delle porzioni così i bambini possono associare e ripetere il nome dei colori (non solo i primari ma anche tonalità come l’ocra o il violetto ecc). Spero che la Montessori non me ne voglia di questa variante anzi, credo che ne sorriderebbe…

Il costo? 50 centesimi!

Se volete continuare a giocare con i vostri bambini colorate qui con la Gioconda e qui con Damien Hirst, buon divertimento.


Non è solo uno scarabocchio.

Disegno di Anna, due anni.

Osservo mia figlia che disegna. Con la matita compie tanti cerchi e riempie quasi tutto il foglio. E’ un disegno simile a tanti altri e verrebbe da buttarlo, è solo uno scarabocchio. Ma non è così.

Ogni disegno esprime i sentimenti e il temperamento del bambino, basta analizzarlo. La scelta del colore, la pressione che il bambino esercita sul foglio, il tratto tondo, spigoloso o puntiforme, la zona del foglio disegnata, aiutano a capire la personalità del “piccolo artista”. Niente è a caso, anche il punto esatto dove il bambino inizia a disegnare è una fonte preziosa di informazioni.

Osservo il disegno di mia figlia dal colore rosso (vitalità, esuberanza) e col tratto marcato (dinamismo, autonomia, forte energia psico-fisica), il punto d’inizio è centrale così come il disegno ed esprime l’egocentrismo tipico dei bambini così piccoli. Bello!